Qual è la scelta migliore?

Oggi, con la disponibilità di oggetti, offerta di prestazioni, servizi di ogni genere a tutti i livelli si è in difficoltà quando è ora di scegliere

Qual è la scelta migliore?

 

Oggi, con la disponibilità di oggetti, offerta di prestazioni, servizi di ogni genere a tutti i livelli si è in difficoltà quando è ora di scegliere, ti sarà capitato, dalle cose più impegnative come l’automobile o le piastrelle o i rubinetti della cucina o del bagno, a quelle più piccole come un abito o un accessorio o una prestazione si è sempre obbligati a scegliere. 

Ci sono persone decise che impiegano poco altre che non si decidono mai, paura di sbagliare, confusione sul cosa si vuole. Ma qual è la scelta migliore? Ovviamente non esiste una scelta che vada bene per tutti perché dipende dalla scala dei valori, ognuno ha i suoi e sono indiscutibili ma uno secondo me è determinante per il benessere e la salute, bisogna farsi la domanda: questa mia scelta mi libera o mi imprigiona?

Quasi sempre si sceglie in modo istintivo, emozionale, lo sanno bene i pubblicitari, non si tiene conto delle conseguenze. Per esempio è noto che potersi comprare molte cose belle è positivo, è una meta, una libertà. Esatto lo è fino al momento in cui magari la casa è piena di oggetti o arredi, abiti  e  magari certi sono così preziosi che non li si usa per paura di rovinarli e guai a chi me li tocca. IL pavimento nuovo che non si può calpestare, la cucina che non si vuole sporcare oppure l’auto che non si usa perché si ha paura che venga rubata o danneggiata. E la casa talmente piena di oggetti che non ci si riesce a girare. Il rischio di diventare schiavi dei propri oggetti senza neanche accorgersi è molto alto e la qualità di vit decade.

Ecco perché bisogna evitare di fare scelte istintive e immediate e chiedersi ma la mia scelta mi libera o mi imprigiona? Perché non è così scontato e il benessere che è molto legato alla libertà e alla leggerezza della vita viene meno, quando non viene intaccata la salute. Sono poche le persone che riescono a godere delle cose senza averne un attaccamento più o meno forte, è quello che fa soffrire per le paure o le insidie che il bene ci venga tolto, si rovini. Spesso abbiamo riposto in quelle cose la nostra gioia o felicità anche perché ci siamo impegnati per averle, abbiamo lavorato sodo, speso molto denaro. 

Se alla domanda si risponde che quella scelta probabilmente mi imprigiona, forse è meglio scegliere altro. Un metro potrebbe essere qualcosa che si possa anche farne a meno, per poi magari lavorare sui nostri attaccamenti per poter ambire a qualcosa di diverso. Non è un accontentarsi ma cercare di avere un elevato grado di benessere che non è proporzionale agli oggetti materiali posseduti ma al grado di apertura e scambio che riusciamo a creare con il mondo. Per far questo bisogna mantenere un grado di leggerezza di animo e anche materiale.